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Procreazione
Fecondazione assistita ad una coppia fertile, da Salerno il primo sì italiano. Colpo alla legge 40. Il giudice Antonio Scarpa ha autorizzato la diagnosi genetica preimpianto ad una coppia fertile di portatori sani di una malattia rara che ha giá fatto morire una figlia di appena 7 mesi e che li ha costretti a 3 aborti di Luigi Colombo
Ora potranno tentare con la fecondazione assistita di avere un figlio sano. Sono una coppia fertile, ma portatori sani di una malattia rara che ha giá fatto morire una figlia di appena sette mesi e che li ha costretti a tre aborti. La legge 40 impedisce alle coppie fertili di accedere a queste tecniche ma il giudice Antonio Scarpa del tribunale di Salerno ha ammesso questa possibilitá, per la prima volta, aprendo una nuova breccia nella tanto discussa legge.
Si tratta di una sentenza storica, che fará certamente discutere, quella emessa dal giudice salernitano. Il togato ha, infatti, autorizzato, per la prima volta in Italia, la diagnosi genetica preimpianto e l’accesso alle tecniche di procreazione assistita per una coppia fertile portatrice di una grave malattia ereditaria, l’a trofia muscolare spinale, superando di fatto l’articolo 1 della legge 40 che vieta di accedere alla fecondazione assistita a chi non ha problemi di sterilitá.
• Ma il giudice Scarpa, nella sentenza, ha stabilito che «il diritto a procreare, e lo stesso diritto alla salute dei soggetti coinvolti, verrebbero irrimediabilmente lesi da una interpretazione delle norme in esame che impedissero il ricorso alle tecniche di pma da parte di coppie, pur non infertili o sterili, che però rischiano concretamente di procreare figli affetti da gravi malattie, a causa di patologie geneticamente trasmissibili; solo la pma attraverso la diagnosi preimpianto, e quindi l’impianto solo degli embrioni sani, mediante una lettura "costituzionalmente" orientata dell’art. 13, consentono di scongiurare tale simile rischio».
Il Tribunale di Salerno, per la prima volta in assoluto, ha quindi consentito di ricorrere alla procreazione assistita preceduta da diagnosi genetica preimpianto alla coppia fertile. La coppia, originaria della provincia di Brescia, portatrice di una patologia che causa la degenerazione e la morte dei bambini nel primo anno di vita, si era rivolta al ginecologo Domenico Danza di Salerno per accedere alla procreazione medicalmente assistita e poter effettuare la diagnosi preimpianto con tecniche combinate di citogenetica ed i genetica molecolare, al fine di avere un figlio che potesse vivere. Lo specialista non ha potuto consentire l’accesso alle pratiche di procreazione assistita perché la Legge 40 del 2004 lo consente, appunto, solo per casi di sterilitá e infertilitá. La donna, dopo il sì del tribunale, si rivolgerá nuovamente allo stesso medico, sollevata per non dovere andare all’estero.
"Siamo riusciti ad avere un bambino sano nel 2005 ma siamo stati costretti - ha spiegato senza nascondere la grande emozione - a tre aborti perché questa malattia è assolutamente incompatibile con la vita». Insomma, spiega, «ho avuto 5 gravidanze, un figlio solo e 4 lutti. Dopo l’ultimo aborto abbiamo deciso di ricorrere al giudice piuttosto che andare fuori dall’Italia».
(14 gennaio 2010) Fonte lacittadisalerno.gelocal.it http://lacittadisalerno.gelocal.it/dettaglio/fecondazione-assistita-ad-una-coppia-fertile-da-salerno-il-primo-si-italiano/1828160
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